LEGENDA 4 DUMMIES

Se in fondo al post c'è scritto "thanx 2" vuol dire che quanto scritto sopra è una citazione (diamo a Cesare quel che è di Cesare)
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domenica 20 luglio 2008

LOTTARE IN SILENZIO

C'è una persona che ammiro per la forza che ha dentro, perché sta lottando per quello in cui crede. Magari ancora si deve chiarire un po' le idee sulla sua vita, ma nessuno è perfetto e sta lottando per il suo Amore, sta lottando in silenzio.
Sì, si può lottare anche così, senza sbraitare, accettando le decisioni prese, accettando il fatto che ancora i tempi devono maturare, rendendosi conto che non si possono obbligare le persone a fare ciò che desideriamo noi, ma devono fare le loro scelte in totale libertà, senza costrizioni.
Mi viene in mente una frase che ripetevo un po' di tempo fa e che è sempre più vera:
SE AMI UNA PERSONA LASCIALA LIBERA
(se torna sarà tua per sempre)

Ma, in realtà, le persone con ci appartengono e aggettivi "mio", "tuo", dovrebbero essere presi solo come una questione grammaticale e non come indicativi di un possesso. Essere liberi è una grande privilegio a cui non dobbiamo rinunciare e dobbiamo, invece, concedere agli altri la stessa possibilità di essere se stessi e di fare le proprie scelte con responsabilità.
Anche perché se obblighiamo una persona a stare con noi non siamo liberi nè noi, nè lei, e non sapremo se sta con noi perché obbligata o perché lo vuole davvero e, prima o poi, tutto questo si paga.
TVB G.

martedì 24 giugno 2008

QUANTE NE SUCCEDONO COSI'

Perché la gente non sa assumersi le proprie responsabilità? Siamo tutti bravi ad addossare la colpa sugli altri, a fare scelte convenienti per noi, per poi dichiarare che amiamo le persone, quando invece queste soffrono per ciò che abbiamo fatto.
Anche oggi ho sentito discorsi che mi fanno pensare a quanto siamo immaturi e vulnerabili nelle questioni di cuore, a quante bugie ci raccontiamo per giustificare i nostri comportamenti, ma soprattutto non mi piace sentire che dietro parole come AMORE e RISPETTO, in realtà si nascondono COMODITA' e CODARDIA.

Cara R. , non puoi continuare a comportarti così, hai più di 40 anni e si presuppone che tu sappia assumerti le tue responsabilità. Hai tre figli e un marito che non ami più, lo hai tradito con quello che tu chiami "l'Amore della mia vita". E' stata una tua libera scelta, nessuno ti ha obbligato, hai deciso tu e l'hai fatto. Poi hai fatto anche la scelta di dirlo a tuo marito, almeno in parte, e hai letto la sofferenza nei suoi occhi, anche se inzialmente l'aveva presa bene (così dicevi). E, per favore, non mi dire che gli vuoi bene e che non si merita di essere lasciato, anzi, forse se lo merita proprio, se davvero gli vuoi bene, perché lui ti ama, nonostante tutto. Non nasconderti dietro le parole, mentre quello che stai facendo è una scelta di comodo perché non hai un'indipendenza economica e non sapresti come farvi fronte. Hai avuto il coraggio di fare le tue scelte, di frequentarti con questa persona, di scaricare su tuo marito il peso di una situazione che tu hai creato e che non sopportavi più, e questo è tutt'altro che voler bene, perciò perché ora ti manca il coraggio di far fronte a tutto questo? Ora ti trovi in questa situazione che TU hai creato e vuoi scappare anche stavolta, ma prima o poi dovrai farci i conti, dovrai guardare in faccia la realtà e affrontarla, soprattutto capendo CHE COSA VUOI

domenica 8 giugno 2008

SVOLTE

Tutti noi passiamo attraverso la vita come elefanti in una
cristalleria. Graffiamo qui, rompiamo lì, facendo del male a noi
stessi, ad altre persone. Il problema è trovare il modo di riparare alle ferite che abbiamo inferto, o che qualcuno a inferto a noi.
A volte il dolore ci coglie di sorpresa. A volte pensiamo di poter
riparare al danno e a volte il danno è qualcosa che non riusciamo
neanche a vedere. Siamo tutti feriti a quanto pare, alcuni di noi più di altri. Ci portiamo dentro le ferite dell'infanzia, poi da adulti restituiamo quello che abbiamo ricevuto. In fin dei conti tutti noi feriamo qualcuno. E poi ci mettiamo all'opera per rimediare, per quanto possiamo.

Gli errori fanno male, ma sono l'unico modo per scoprire chi sei
realmente. e io so chi sono, adesso... So quello che voglio.
GREY'S ANATOMY

La sensazione che sto vivendo è davvero strana, ma non ho pentimenti e questo è sicuramente indice che la direzione è quella giusta per me. Certo per me, perché non esiste il giusto e lo sbagliato in maniera assoluta, è sempre una propria libera scelta. Per questo non si può decidere per gli altri, ognuno ha la sua storia e la vive in maniera diversa da ogni altra persona.
Ognuno può decidere per sè quali decisioni prendere, certo valutandone le conseguenze, ma ad un certo punto lasciandosi andare a ciò che veramente prova nel profondo, questa è l'unica via per stare in pace con se stessi.


venerdì 28 marzo 2008

IL MOMENTO GIUSTO

Chi ha tempo non aspetti tempo. Colui che esita è perduto. Non possiamo far finta che non ci sia stato detto, abbiamo sentito i proverbi, abbiamo sentito i filosofi, abbiamo sentito i nostri nonni che ci ammonivano sullo spreco del tempo, abbiamo sentito i poeti maledetti che ci spingevano a prendere al volo il momento, però qualche volta dobbiamo cavarcela da soli. Dobbiamo compiere i nostri errori, dobbiamo imparare sulla nostra pelle. Dobbiamo spazzare le possibilità dell'oggi sotto il tappeto del domani, fino a che non potremo più farlo.
GREY'S ANATOMY

Quante volte abbiamo rimandato le cose perché non era il momento giusto, quante volte ci siamo fermati a pensare a quello che facevamo e quante volte abbiamo rinunciato per PAURA, paura di fallire, certo, paura di fare un errore. Ma forse anche rimandare sempre è un errore, anche non scegliere è una scelta, una scelta che non ammiro, una scelta che mette la nostra vita nelle mani del vento, di come gira, per poi poter DARE LA COLPA agli altri, perché sono loro che hanno scelto (i veri coraggiosi).
Beh, per quanto mi riguarda CHISSENEFREGA di chi sia la colpa, anzi, facciamo così: E' COLPA MIA. Una volta stabilito questo vediamo di andare avanti e cercare di capire che quello che conta DAVVERO è GUARDARE IN FACCIA LA REALTA' e cercare di avere ciò che ognuno VUOLE, ciò che sente, magari sbagliando, ma sempre con un obiettivo in testa.
Perché la vita è ADESSO, domani chissà...

martedì 25 marzo 2008

UN FARO NELLA TEMPESTA

Questo post è dedicato ad una persona speciale, a qualcuno che sa guardarsi dentro, che non ha paura, che è alla continua ricerca. E' difficile guardarsi dentro, scoprire il proprio IO, quello vero, quello che non ascolta la comodità, il conformismo, quello che magari potrebbe anche farci paura. Alcuni hanno talmente paura di ciò che scopriranno che decidono di lasciar perdere, di adeguarsi alla massa, agli altri, o anche alle loro scelte precedenti.
Altri, in
vece, pensano di perdersi seguendo l'istinto, continuando a farlo caparbiamente, in direzione ostinata e contraria, ma consapevoli di averci provato, di aver ascoltato il cuore. Perché, anche se non lo ascolti, il cuore continua a parlare e parlare, e non potendo o non volendo ascoltarlo poi perdiamo il filo del discorso e non ci accorgiamo di quello che dice, non lo ascoltiamo piu, facendo finta che non parli.
Certo non è affatto facile mettere in pratica ciò che ci dice il cuore, è difficile rimettere tutto in discussione, dover affrontare mille ostacoli, a volte ci si sente come un faro in mezzo ad un oceano in tempesta, o forse siamo noi la stessa tempesta che non ha pace.

sabato 15 marzo 2008

PAROLE VERE

Arriva un momento in cui diventa più che un semplice gioco e puoi fare quel passo in avanti oppure voltarti e andare via.

A un certo punto devi prendere una decisione
. I confini non tengono fuori gli altri, servono solo a soffocarti. La vita è un problema e noi siamo fatti così, quindi puoi sprecare la tua vita a tracciare confini oppure puoi decidere di vivere superandoli. Ma ci sono dei confini che è decisamente troppo pericoloso varcare.

C'è un'altra cosa che devi imparare se vuoi sopravvivere, una cosa di cui nessuno parla e che devi imparare da solo: non è una gara, mai, non ci sono né vincitori né vinti, le vittorie si contano col numero di vite salvate. E una volta ogni tanto se siete davvero bravi,
la vita che salvate potrebbe essere la vostra.

Ci sono delle cose dalle quali non si sfugge e altre che semplicemente non si vogliono sapere.
GREY'S ANATOMY

venerdì 14 marzo 2008

IL BAMBINO E LA NONNA

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera.
A un certo punto le domandò:
"Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me."
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:

"E' vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia ,più importante delle parole è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu,quando sarai cresciuto."
Incuriosito, il bimbo guardò la matita,senza trovarvi alcunché di speciale.
"Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!"
"Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede 5 qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace col mondo.

Prima qualità: puoi fare grandi cose ,ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi.'Dio': ecco come chiamiamo questa mano!Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà."
"Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E' un'azione che provoca una certa sofferenza nella matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perchè devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore."
"Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia"
"Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te."
"Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza,impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.

thanx 2 vababondaa

giovedì 21 febbraio 2008

PRIMA CHE SIA TARDI

Qualche giorno fa guardando un telefilm in cui c'era un dialogo tra nonno e nipote e leggendo su un blog una conversazione sempre tra una nonna e una nipote, ho notato che la sostanza di entrambi questi episodi era basata sul non farsi sfuggire le occasioni.
Due persone anziane, dopo una vita pienamente vissuta suggeriscono di riflettere sulla velocità con cui passano gli anni, sul godersi ogni attimo della vita, su quante volte ci siamo arresi di fronte ad ostacoli che sembravano insormontabili, perchè "non è giuto" (per chi poi?), per "non far soffrire gli altri" (finto spirito di sacrificio), perché "è troppo tardi".

Arrivare ad 80 anni e parlare di rimpianti, di non aver lottato abbastanza per qualcosa per cui valeva la pena, di occasioni mancate mi fa pensare a me e alle persone che mi circondano, alle decisioni che prendono per poi scaricare la colpa sugli altri. Nessuno obbliga nessuno a fare scelte che non vuole, nessuno impedisce di realizzare i propri desideri, ma siamo noi che dobbiamo fare in modo che essi diventino realtà. Fare quello che riteniamo giusto per noi, nel rispetto degli altri, ma prima di tutto nel rispetto di noi stessi.
Riflettere approfonditamente su ciò che vogliamo è necessario per intraprendere qualsiasi strada. Ragionare sulle conseguenze e poi andare, assumendosi tutti i rischi del caso, tutti i sacrifici che saranno necessari, ma con la consapevolezza che quella è la strada per noi. E soprattutto pensando che "mai dire mai", che niente è scritto, che siamo liberi di scegliere ogni giorno.

venerdì 1 febbraio 2008

LA VERITA'

A volte quello che per gli altri è evidente per noi è ancora oscuro e pieno di dubbi.
A volte, essendo coinvolti in prima persona in ciò che ci accade, non ci rendiamo conto di come stanno veramente le cose e ci stupiamo che qualcuno di esterno ne sia più consapevole.

A volte perdiamo di vista la chiarezza della realtà perché siamo troppo focalizzati sui particolari e non riusciamo a vedere il quadro generale nella sua totalità.

Ecco a cosa servono gli amici: a dirci quello che ancora non riusciamo a vedere, di cui non abbiamo preso piena coscienza.

La verità a volte fa paura ed è per questo che rifiutiamo di vederla, ci nascondiamo dietro delle scuse, dietro tanti "forse", perché ne avvertiamo il peso. Però la verità va affrontata, anche se non tutti ne sono capaci, ma quelli che lo fanno, quelli che lottano contro le proprie paure, sono quelli che non avranno rimorsi nè rimpianti, sono quelli che potranno andare a testa alta, sono quelli che si creeranno una possibilità in più per essere felici.

lunedì 21 gennaio 2008

AMICI? MAI

Riprendendo le fila di un post recente, mi ritrovo a pensare che quando si verifica una rottura tra due persone, soprattutto se presa solo da una delle due parti in causa, questa stessa che ha preso la decisione a volte chiede di salvare l'amicizia, o ribadisce che, comunque, il rapporto non cambierà. E invece cambia.
Perché non è facile andare oltre ad un rifiuto, di qualunque natura esso sia, ma soprattutto affettivo. Essere rifiutati è terribile e ci vuole una grande forza per superarlo, per questo non è sempre possibile salvare l'amicizia, perché il rapporto è squilibrato: non volete la stessa cosa. Non dico che sia impossibile, ma non si può pretendere anche solo di avere un dialogo sereno all'inizio, non si può affatto pretendere di averlo, perché a volte certi dolori rimangono dentro anche tutta la vita ed il tempo non riesce a guarire gli squarci dell'anima.
Personalmente mi sono trovata da entrambe le parti e non c'è una posizione migliore o peggiore dell'altra, una in cui si soffra di meno non c'è, perciò bisogna fare le proprie scelte soprattutto tenendo conto dei sentimenti degli altri e cercando di essere sinceri il più possibile. Ci sarà la rabbia, la delusione, ma la dignità deve rimanere intatta sempre, perché non si sceglie di voler bene alle persone, ma se si è sinceri, la speranza di rimanere amici è più concreta.


Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano

domenica 20 gennaio 2008

VERITA', SCELTE E PIANI

La verità è dolorosa, soprattutto quando ci tocca da vicino. A volte diciamo la verità perché è l'unica cosa che abbiamo da offrire. Alcune volte diciamo la verità perché abbiamo bisogno di dirla ad un'altra persona per poterla sentire noi stessi. Altre volte la diciamo perché è più forte di noi. E qualche volta la diciamo perché è l'unica cosa che resta da fare.

Troppo spesso la cosa che desideri di più è quella che non puoi avere. Il desiderio può distruggerci la vita. Ma per quanto si possa volere qualcosa le persone che soffrono di più sono quelle che non sanno che cosa vogliono.

Il problema dei piani è che non tengono conto dell'imprevisto. Perciò quando qualcosa ci sorprende dobbiamo improvvisare. Ovviamente qualcuno di noi ci riesce meglio. Qualcuno deve soltanto passare al piano "B" e fare del suo meglio. Qualche volta quello che ci serve è un nuovo piano.

Mandare all'aria i piani: questo ci rende delle persone. E' così che impariamo, che scopriamo la gioia. Nelle cose che non pianifichiamo, in quelle che non ci aspetteremmo mai.

Grey's anatomy

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martedì 8 gennaio 2008

GUFAGGI

E' bello sapere che sei importante per qualcuno, ma quando questo qualcuno è una persona che non ti aspetti è ancora più stupefacente e mi riempie di felicità . E' successo che giovedì avrò un incontro che potrebbe dare una piccola svolta alla mia vita, che potrebbe portarmi anche ad allontanarmi dal posto in cui vivo.
Non so perché lo faccio, forse perché sono sempre in viaggio, sempre alla ricerca di novità che mi "scuotano" dentro, ma ieri sera mi sono accorta che, oltre alle persone che mi sono accanto da anni, ce ne sono altre che comunque si sono affezionate a me anche in breve tempo (ed a cui mi sono affezionata) e che soffrirebbero se mi allontanassi da loro.
Mi fa sorridere la tenerezza con cui una di queste persone mi ha detto che non mi fa l' "in bocca al lupo" per giovedì perché spera che rimanga nei paraggi.
E' buffo come un "gufaggio" di questo tipo manifesti molto di più l'affetto di altre parole, forse perché è sincero. veramente.

TI VOGLIO BENE PROSE

mercoledì 28 novembre 2007

SCELTE

"Non posso". Me lo sono sentito dire spesso, e qualche volta mi chiedo se non sia solo una scusa, una frase fatta per dare una giustificazione ai propri comportamenti. Un po' come sentirsi dire "si vede che era destino". Ma destino di che? Ho già scritto qui che la propria vita è frutto delle scelte che facciamo e, al tempo stesso, scegliendo, permettiamo anche agli altri di fare le loro di scelte. Forse perché fare una scelta è l'atto più coraggioso che possiamo fare, spingersi oltre il baratro è un gesto di responsabilità, volontà, coscienza che provoca conseguenze su noi stessi e su tutti quelli che si trovano coinvolti.
E allora è meglio non scegliere? O, peggio ancora, far scegliere agli altri, ma, in fondo, è una scelta anche questa: scegliere di non scegliere. E personalmente è proprio da VIGLIACCHI. Preferisco di gran lunga una scelta dolorosa, ma coraggiosa, piuttosto che non assumersi alcuna responsabilità. Certo per fare una scelta importante bisogna pensarci molto bene, pensare alle conseguenze, ma c'è un limite temporale oltre il quale si parla si accettazione rassegnata e non più di periodo di riflessione. Questo tempo però non è quantificabile e varia molto per la situazione, le persone.
E poi c'è anche la scelta per non far soffrire gli altri, che può diventare una scusa anche questa, perché ogni scelta porta sofferenza a qualcuno e non si può fare niente per impedire questo, perché alla fine qualcuno soffre sempre e ognuno affronta la sua di sofferenza.

Il più grande errore
che puoi fare nella vita
è quello di avere
timore di farne uno
.

G.Hubbard

sabato 1 settembre 2007

1 settembre 2006

Oggi, un anno fa, la mia vita ha subito uno scossone notevole, capovolgendo ogni mia aspettativa in peggio. Tutto quello che non avrei immaginato si è realizzato, travolgendomi e sommergendomi completamente con tutto il dolore possibile. Mi sentivo come in un limbo, sospesa in un mondo che non mi sembrava più mio, consapevole del dolore più profondo e vero.

Però oggi sono ancora qui, più forte di prima, sicuramente più consapevole e più cosciente che anche nel sogno più bello ci possono essere dei momenti terribili, dei momenti che ti sembra di non poter superare mai, e invece lo fai, li superi. E succede perchè sai che ce la puoi fare, che riesci a trovare dentro di te l'energia, perchè rimani attaccato alla vita nonostante tutte le sofferenze, perchè in fondo sono queste che fanno di ognuno di noi persone mature e, possibilmente, felici.

Forse a tanti piace dimenticare i momenti più bui e tristi, ma io cerco invece di ricordare dove ho sbagliato, ricordare quello che non voglio tornare ad essere, perchè ho imparato. Ho imparato tanto in un solo anno su di me, sulla vita e se oggi sto meglio, allora anche solo per questo ne sarà valsa la pena. Ho imparato ad apprezzare ancora di più quello che ho e soprattutto le piccole cose, i piccoli gesti da custodire come dei veri tesori: uno sguardo, un sorriso, una parola affettuosa hanno un valore immenso.

"Il segreto della felicità non e' di far sempre cioè che si vuole,
ma di voler sempre ciò che si fa"
Lev Tolstoj

Quanto più il dolore incide in profondità nel vostro essere,
tanta più gioia potrete contenere. [...]
Alcuni di voi dicono: “La gioia è superiore al dolore,”
e altri dicono: “No, il dolore è superiore.”
Ma io vi dico che essi sono inseparabili.
Giungono insieme e quando uno siede con voi alla vostra mensa,
ricordatevi che l’altro giace addormentato sul vostro letto.
In verità siete sospesi tra dolore e gioia come bilance.
Solo quando siete vuoti siete immobili ed equilibrati.
Kahlil Gibran

giovedì 16 agosto 2007

SEX AND THE CITY

Forse sono i nostri errori a determinare il nostro destino. Senza quelli che senso avrebbe la nostra vita... Probabilmente se non cambiassimo mai strada non potremmo innamorarci, avere un figlio, essere ciò che siamo... Del resto le stagioni cambiano, e così pure le città. La gente entra nella tua vita e poi ne esce, ma è confortante sapere che coloro che ami rimangono per sempre impressi nel tuo cuore.

venerdì 10 agosto 2007

DESIDERI E TROFEI


Che cos'è il romanticismo? L'idea che ci rende più sopportabile la realtà? Un ideale che ci concretizza perde di efficacia? E' forse meglio che un desiderio resti tale?

La forza del desiderio è una delle più potenti in natura, quella che ci fa battere il cuore, fare di tutto per arrivare alla meta che abbiamo scelto. Si cambiano i soliti comportamenti, ci si spinge anche oltre i propri limiti, perchè l'attenzione è concentrata, puntata, mirata a quell'obiettivo e niente altro conta.
E si può andare avanti anni nel perseguimento di un (si può chiamare anche) sogno, perchè la promessa di questo sogno ci fa smuovere dentro, ci sconvolge, ci magnetizza, come se niente altro esistesse. Se si è fortunati si riesce a raggiungerlo quel sogno, ma dopo? Che succede dopo? Che fine fanno tutte le energie inesauribili che avevamo scoperto di avere?
Vengono rivolte verso altri obiettivi naturalmente, perchè ormai quello che volevamo di più l'abbiamo attenuto e sta come un trofeo sopra il ripiano più in vista, perchè tutti lo possano vedere tanto ne siamo orgogliosi.
All'inizio poi lo lucidiamo e lo spolveriamo tutti i giorni, più volte al giorno, poi a giorni alterni, poi una volta a settimana, finchè la polvere comincia ad accumularsi e della lucidità di un tempo non se ne vede più traccia. Certo ormai ci sono altri trofei da conquistare, non c'è più tempo per prestare cure e eattenzioni a qualcosa che hai già ottenuto.
Poi un giorno un colpo di vento, un gesto distratto fa cadere il vostro trofeo e già prima che tocchi terra, mentre corriamo disperati per fermarne la caduta, in quegli attimi che viviamo come al rallentatore, si fanno strada mille pentimenti, mille sensi di colpa, perchè se si rompesse sappiamo che tutto il resto non avrebbe importanza.


Stop. Il tempo di è fermato. Non sappiamo se il trofeo si sia rotto o meno, perchè, in realtà, questa è solo una favoletta romantica che non vuole insegnare niente a nessuno. Sono solo pensieri presi e buttati qua e che hanno il significato che ognuno gli vorrà dare. In ogni caso prima erano solo miei, ora sono di chi avrà 5 minuti per leggerli, 5 minuti del nostro prezioso tempo che impieghiamo in varie attività, ma spesso sprecato in necessità contingenti e labili, invece di essere impiegato nella cura dei simboli delle nostre conquiste e dei nostri desideri.


Un desiderio non realizzato ha la forza di 1000 tempeste.

Un desiderio conquistato sarà sempre in balìa di 1000 tempeste.

venerdì 3 agosto 2007

TROPPO BUONA

Ecco, è successo di nuovo.

Proprio ieri ho scritto a proposito del dare una seconda possibilità alle persone ed oggi è successo un nuovo fatto: ho ricevuto delle scuse e le ho accettate, forse perdonare ancora è presto, ma ho ristabilito un dialogo. Seguo il mio cuore, come sempre, ma con la consapevolezza che potrò ancora essere delusa, e questo mi rende più preparata se eventualmente accadrà.
Preferisco questo al fatto di dover stare a rimuginarci sopra, io faccio la mia parte, se quello che dò non ne valeva la pena, pazienza, ci sarano altre persone che non mi deluderanno. Alla fine bisogna sempre fare una scelta e, quando si sceglie, si perde sempre qualcosa, per questo è così difficile.

In ogni caso so cosa aspettarmi, sento quello che accadrà, ma le persone ti possono stupire e magari cambiare a volte, in quel caso sono felice, sono felice quando la mia fiducia è ben riposta. Anche di questo si tratta di fiducia, ma c'è sempre un limite e si può esaurire.

IO COMUNQUE SEGUO IL MIO CUORE

giovedì 2 agosto 2007

TROPPO BUONA


No, non è la pubblicità di una crema al cioccolato (anche perchè preferisco la vaniglia), ma quello che mi dicono le persone. A volte questa definizione diventa quasi offensiva, come se il buonismo potesse essere un difetto dato che la cattiveria è all'ordine del giorno.
In questi giorni ho rivisto due persone che conosco da quando sono nata, con una siamo sempre rimaste in contatto ed, anche se non ci vediamo un granchè, ogni volta è come riprendere i fili di un discorso, riusciamo subito a ritrovare un feeling, con l'altra ci sono stati 10 anni in cui non ci siamo nè viste nè sentite, ma senza motivi particolari, solo perchè abbiamo preso strade diverse. Con lei ci siamo viste molto frequentemente negli ultimi anni, ma da qualche mese ho saputo che in realtà non era cos' schietta la nostra amicizia. Dopo 6 mesi che non ci vediamo, nei quali ci siamo sentite per 3-4 volte, ieri si presenta da me, e beh mi è stato spontaneo sorridere ed esserne contenta, non so come mai.
Il fatto è che ascolto il mio cuore e questo mi dice che cosa devo fare e come comportarmi, anche se stupisco gli altri con questo atteggiamento. Inoltre, per quanto mi riguarda, cerco sempre di dare una seconda possibilità, a volte anche di più, perchè penso che ogni persona abbia il diritto di potersi riscattare. Penso anche che non farlo sia pretendere dagli altri la perfezione che non è dell'essere umano e non riuscire ad ammettere che ognuno di noi in vita sua ha commesso degli sbagli a cui magari vorrebbe rimediare, ma non gli è stata data questa possibilità.
Io voglio farlo e riesco a farlo perchè penso a quello che vorrei per me e avere un'altra possibilità sarebbe un dono che non sprecherei.

domenica 27 maggio 2007

MATRIMONI E PREGIUDIZI

Qualche giorno fa ho per caso reincontrato un ex compagno di scuola letteralmente disperato perchè la fidanzata lo sta pressando da tempo per sposarsi. Mi ha chiesto un consiglio e io ho detto di non farlo (sento le orecchie che mi fischiano, saranno le tante fidanzate nella stessa situazione, mah!), non perchè sia contraria al matrimonio in sè (religioso o civile che sia), ma perchè dovrebbe essere una scelta libera e non imposta. I motivi di tanta pressione prettamente femminile sono facilmente riassumibili in:
- età di laurea e/o tempo di ricerca di un impiego
- l'orologio "biologico" che incombe

Come si capisce bene il desiderio di un figlio non c'entra niente con l'amore, con l'affetto, con l'aver trovato la persona giusta o meno, di romanticismo nemmeno l'ombra, quindi tutto si riduce ad ottenere quello per cui siamo nate (o almeno così ci viene ripetuto all'infinito): essere madri. Poi, dati alla mano, ci si separa sempre più spesso e sempre prima, ma il prezzo non viene pagato solo dalla coppia bensì anche da un essere innocente, e allora mi chiedo: CHE SENSO HA SPOSARSI? Ma soprattutto se il desiderio più grande è quello di essere madri perchè laurearsi? perchè diventare professionista e poi lasciare a baby sitter o nonni il compito di crescere i tuoi figli? (Lo sentite questo rumore? Sono le femministe che mi stanno lanciando le loro maledizioni).
Quello che intendo dire è che le donne dovrebbero raggiungere una consapevolezza diversa, sentirsi appagate di ciò che hanno e rendersi conto che, come diceva mio nonno, "per forza non si fa neanche l'aceto".
Bisognerebbe fare delle scelte e portarle fino in fondo, anche cambiarle magari (tutti possiamo sbagliare), ma il ragionamento da fare è pensare anche un po' alle conseguenze di quello che vogliamo e che magari ci sono dei compromessi da adottare, ma soprattutto stabilire delle priorità. CHE COSA E' DAVVERO IMPORTANTE?
Oltre a questo vedo una mancanza di responsabilità affettiva e di educazione al sentimento. Non c’è più il rispetto reciproco, si é sempre più egoisti, non si tollerano i difetti dell’altro e non si è pronti a nessun tipo di sacrificio e di fatica. Non si ha né coraggio, né volontà, né speranza. C'è un unico scopo da raggiungere e il prezzo che qualcun altro pagherà non conta.
Questo è il mio pensiero, ora mi metto la corazza e aspetto i commenti.

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giovedì 24 maggio 2007

LENTAMENTE MUORE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

thanx 2 review

BOOMSHINE - il gioco in Flash che fa impazzire la Rete

GAIA

Guarda il mondo e poi dimmi se il tempismo non è tutto nella vita (o quasi)
La vita, il tempo sono nelle tue mani, sta a te decidere

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"Il battito d'ali di una farfalla nella foresta amazzonica può scatenare un uragano nell'altra parte del mondo"